18 Febbraio 2019 gestione

In tutti questi mesi non ho mai postato nessuna mia fotografia del ponte Morandi. Il motivo era semplice: non ne avevo mai scattate e farlo dopo la tragedia del 14 agosto, senza intenzioni foto giornalistiche, mi sembrava un atto da sciacallo.
Poi è capitato che, per motivi imprevisti, alcuni giorni fa mi trovassi in zona. Ho parcheggiato la mia auto abbastanza vicino al ponte e mi sono voltato a guardarlo. Mi è apparso come un gigantesco mostro senza vita, silenzioso, buio, incombeva su di me e su tutti noi come un fantasma. Era spettrale, spezzato come le vite di chi si trovava a percorrerlo quella maledetta mattina di pioggia.
Così sono tornato a fotografarlo: due scatti, uno notturno e uno alla luce del sole, che poi ho unito in una singola visione volutamente surreale e stridente, mostruosa con quelle auto simbolicamente parcheggiate prospetticamente sotto quella campata, un gigante che si regge faticosamente sulle gambe mentre con le sue lunghe braccia mantiene in piedi, finché può, quello che rimane di sè.

Alessandro Gimelli & the OVERPASS